Monica Amore, la consigliere antisemita con la terza media, si dimetta

di REDAZIONE
pubblicato il 09/02/2021


Classe 1975, eletta nel 2016 in consiglio comunale, nelle liste del Movimento 5 Stelle, Monica Amore ha deciso di postare sui propri profili social una foto in cui viene elencata la composizione delle testate giornalistiche del Gruppo Gedi, ovvero La Stampa, La Repubblica, Messaggero Veneto, Il Secolo XIX, Il Tirreno, il Piccolo e altre come Le Scienze o National Geographic. Tra le testate, ecco apparire la caricatura in stile fascista di due persone: un uomo raffigurato con la Kippah, la barba lunga e una stella di David sulla schiena. L'altra, invece, di un uomo con il ghigno sul volto, la barba lunga e il naso lungo e che si sfrega le mani, che dietro la schiena brandisce un coltello. Veri e propri leitmotiv della fu propaganda antisemita fascista.

Nessuno dei suoi colleghi di maggioranza l’ha difesa. Nemmeno Fabio Versaci, non nuovo a infelici gaffe circa la storia del Novecento. Appendino ha dichiarato, a nome suo e della città, di prenderne le distanze: “La consigliera Monica Amore ha chiesto scusa per aver pubblicato un post - grave e del tutto inaccettabile - che ha già provveduto a rimuovere. Ribadisco da parte mia e della Città la più netta presa di distanza”. Ci rammarica la scelta del primo cittadino di liquidare in poche righe quanto accaduto, ponendo l’accento sulle scuse chiesta dalla consigliere e non sul gravissimo fatto in sé.

A nostro avviso, maggioranza e opposizione avrebbero dovuto invocarne le dimissioni all’unanimità. Perché Amore non è certo nuova a uscite di questo genere. In passato aveva infatti già citato Mussolini: “Non temo il nemico che mi attacca ma il falso amico che mi abbraccia”. Ma, d’altronde, non si può pretendere che un consigliere con la licenza media, disoccupata prima di entrare in politica, possa mostrare alcuna sensibilità nei riguardi di una storia del Novecento che non conosce. D'altronde tra le perle della consigliere rientra anche: "Meglio vivere nell'ignoranza anziché nella consapevolezza, è salutare perché a non capire uno somatizza meno".

Ancora più irriguardoso l’atteggiamento del pentastellati locali, i quali hanno cercato di giustificare le presunte buone intenzioni del post: “La consigliera Amore, con modi avventati e non giustificabili, voleva porre una riflessione sull'editoria”. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle torinese sappiano che le riflessioni le generano gli intellettuali su ben altri mezzi che non i social media. E perché se Amore avesse voluto porre qualche riflessione, avrebbe riflettuto qualche minuto in più prima di condividere simili porcherie. La sola riflessione possibile avrebbe la consigliere per oggetto e non per soggetto, quale dimostrazione plastica del paradosso di Dunning-Kruger.